Terapie non farmacologiche per anziani affetti da Alzheimer o demenza

TERAPIA DELLA BAMBOLA

E’ una terapia non farmacologica per la gestione dei disturbi comportamentali, dove la bambola rappresenta un oggetto simbolico quale strumento nella relazione di aiuto. Sperimentata in più paesi, la terapia della bambola può aiutare a ridurre alcuni disturbi del comportamento. Attraverso l’accudimento ed il maternage della bambola terapeutica, la persona attiva relazioni tattili ed affettive

La terapia che adotta l’uso delle bambole, chiamata anche “Doll Therapy” o “Empathy Doll” ha origine con il contributo della terapeuta Britt-Marie Egedius-Jakobsson in Svezia, in un paese specializzato nella produzione di questi oggetti da gioco o da abbellimento domestico. Essa consiste nel ricorso all’oggetto bambola, che riveste gradualmente un significato simbolico in grado di aiutare a migliorare il benessere delle persone con problematiche che compaiono generalmente in età avanzata, quali le demenze senili, come l’Alzheimer ed alcune patologie psichiatriche gravi caratterizzate da disturbi del comportamento.

Da marzo 2014 il personale del Tapparelli, in collaborazione con il Dott. Ivo Cilesi, ha intrapreso un percorso di formazione per la somministrazione di questo tipo di terapia non farmacologiche. Ad oggi sono stati formati più di 50 operatori e inseriti 10 Ospiti.

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METODO VALIDATION

Secondo la Terapia Validation di Naomi Feil  non si tratta di riportare il malato alla realtà attuale, ma di seguirlo nel suo mondo per cercare di capire quali sono i sentimenti, le emozioni e i comportamenti che derivano da questo suo rivivere conflitti passati.  L’operatore, in modo empatico, cerca di entrare nel “mondo” dell’ospite, immedesimandosi per capirne i pensieri ed i comportamenti. Tramite la verbalizzazione dei propri sentimenti e delle proprie emozioni, che vengono condivisi dall’operatore l’ospite può recuperare l’autostima accanto alla percezione di essere accettato come soggetto capace di espletare relazioni significative. Questo metodo si fonda sulla teoria psicodinamica e sull’approccio umanistico secondo cui il modo di interpretare la realtà è più importante della realtà oggettiva. Attraverso questa lettura si possono recuperare spunti di riflessione per dare un senso al comportamento delle persone affette da demenza e poterle così aiutare.

PALESTRA DI VITA

Attività di stimolazione cognitiva, multisensoriale, affettiva e relazionale maggiormente indicata a quegli ospiti affetti da demenza, disorientati e confusi, che presentano un livello di deterioramento moderato-grave capaci di stare in un contesto di gruppo.

L’attività prevede il coinvolgimento, all’interno di un setting accogliente e raccolto, di un numero di ospiti (max 10 ospiti) per la durata di 30/40 minuti circa.

Il programma, ovvero i diversi momenti  che caratterizzano  gli incontri di Palestra di Vita in piccolo gruppo prevedono: l’ APPELLO dove i partecipanti vengono chiamati per nome o invitati a presentarsi rievocando data e luogo di nascita e gli anni compiuti nell’anno in corso. Questo momento è necessario per verificare le presenze, favorire la conoscenza reciproca, valorizzare l’identità personale e creare un clima di gruppo. Si passa successivamente alla verifica delle condizioni di salute, ovvero si chiede agli ospiti di comunicare al gruppo il proprio STATO DI SALUTE, sia FISICO che PSICHICO. Questo momento serve per condividere, in un’ottica positiva, le difficoltà che l’anziano porta circa i propri dolori e disagi legati all’invecchiamento e al contesto di ricovero.

Si passa quindi all’ALMANACCO. Si tratta della lettura di un calendario indicante la data, le festività, le fasi lunari, le previsioni del tempo e può essere arricchito con massime positive. Questo strumento è utilizzato per stimolare l’orientamento spazio-temporale e per fornire riferimenti, seppur temporanei, di contatto con la realtà. Successivamente vengono proposti semplici esercizi di ALLENAMENTO MENTALE E DI STIMOLAZIONE MULTISENSORIALE: brevi stimolazioni finalizzate a risvegliare e mantenere attiva la funzione psichica. Periodicamente verrà lasciato spazio anche alla NARRAZIONE come momento di dialogo e di confronto tra gli ospiti circa eventi importanti che caratterizzano le giornate in struttura o ricorrenze dell’anno.

Esercizi di PSICOGEROMOTRICITA’  possono intervallare i diversi momenti dell’attività. Semplici esercizi finalizzati ad una minima  stimolazione motoria. Sarà il CANTO FINALE a segnalare il termine dell’incontro. Ha la funzione di sigla di chiusura, ossia di un rituale utile a segnalare la chiusura dell’incontro.

ORTO –TERAPIA

All’interno del parco sono stati allestiti degli ORTI COMODI: gli orti a portata di mano. Dei vasconi di legno, alti circa 1 metro, dove gli Ospiti senza chinarsi possono svolgere attività di giardinaggio, dove si possono svolgere azioni che si pensava dimenticate; questo laboratorio intende gratificare l’ospite e aumentare il suo livello di autostima.

Gli obiettivi specifici sono:

  • Permettere di riscoprire gli odori della terra, i profumi e i colori delle verdure, rievocare ricordi, immagini, suoni che hanno fatto parte del loro passato;
  • Offrire la possibilità di sentirsi appagato dal prendersi cura e dal “far crescere”;
  • Consentire tramite il contatto con la terra lo scarico delle tensioni;
  • Favorire la percezione del tempo che trascorre sia in relazione alle stagioni che nelle fasi di crescita e trasformazione delle piante e degli ortaggi.

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